Francesco Luchino
Pittore
Artisti . Corriere dell arte
L’artista è nato a San Mauro Torinese nel 1938. Ha esposto in numerose personali, collettive e rassegne, ottenendo notevoli consensi e riconoscimenti. È recensito da noti critici, fra cui G. Borio, V. Bottino, M. Centini, C. Franza, G. Martucci, P.C. Maschera, A. Spinardi, su giornali, riviste e volumi d’arte. “L’indipendenza creativa di Francesco Luchino si avverte al primo contatto con le opere: si avverte al primo contatto con le opere; può essere considerato pittore figurativo ma portatore di un’individualità particolarmente evidente. Il suo mondo è una sequenza di immagini estrapolate dalla realtà ed interpretate creativamente in strutture spiccatamente individualistiche. Il colore elemento caratterizzante di questi lavori, sviluppa correlazioni secondo architettoniche regole dal perfetto equilibrio: la sintesi formale che trasforma emotivamente la rappresentazionefino a farla divenire appariscente allegoria in cui si coagulano un ampio naturalismo ed un nascente spirito astratteggiante, coesiste all’interno della composizione pittorica. Un dipingere che dimostra come attraverso la ricerca sia ancora possibile pervenire a risultati di notevole caratura.” (Giorgio Borio) “A Francesco Luchino piacciono i paesaggi e infatti – essendo autodidatta – ha iniziato copiando i maestri francesi, olandesi e fiamminghi, quasi per gioco e per muover la mano nella giusta direzione e dimensione. Poi passò ad essere se stesso con raffigurazioni realistiche con la tavolozza en plein air e molta ricerca del soggetto, ma dentro di sé sentiva urgere la pressione dell’architettura, della fantasia pur alimentata dal vero. Cominciò quindi a ricercare un’identità particolare che amalgamasse i suoi interessi (realtà e invenzione) attraverso il filo conduttore della costruttività. Nacquero i paesaggi scomposti e ricomposti, le case essenzializzate, i campi lunghi tagliati dai contrasti cromatici. Oggi i dipinti di Luchino rispondono appieno a quanto egli si prefiggeva, anche se le ricerche non finiscono mai specialmente dove la pluralità mentale ha il sopravvento sulla platealità di quanto ci circonda.” (Vittorio Bottino) “Le masse cromatiche svolgono una finzione costruttive determinante nell’ambito della composizione, così da ottenere un complesso strutturato per piani quasi tridimensionalmente. Mentre nei paesaggi ‘classici’, Luchino riesce ad evidenziare quel sottile velo di poesia e fiaba, che caratterizza i soggetti, negli spazi urbani trova invece le forme per concretizzare nel segno pittorico tutta la freddezza e l’angoscia che caratterizza la nostra realtà di tutti giorni. Vi è, negli scorci di periferia, nelle vetrine illuminate al neon, nei marciapiedi colmi di folla anonima, un preciso intento sociale, una ricerca che affonda le proprie radici nel tessuto del quotidiano. In questo modo Luchino rivaluta appunto il quotidiano, ne coglie la matrice espressiva evidenziandone le sfumature creative celate tra i segni e i tempi dell’uomo contemporaneo.” (Massimo Centini) “Accostamenti rari, di grandissima sensibilità, ravvisabili in quei salti cromatici di gradevolissimo impatto, capaci di evocare la disperazione della solitudine o la solare e cristallina atmosfera di una matinata primaverile. Un cromatismo non “urlato” ma sommessamente modulato: la tenue luce in lontananza ad indicare speranze mai sopite, il rosso del sole al tramonto nella campagna semiaddormentata a sottolineare il momentaneo nulla in attesa dell’alba successiva, gli avventori di al bar sorpresi nella pausa riflessiva, uguali eppur diversi nel tratteggio cromatico che li coglie nell’anonimato di un viso appena accennato.” (Pier Carlo Maschera)

Opere
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